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arnulf rohsmann

regina hübner / zeit

 

von den zahlreichen zeiten, in denen ein sachverhalt steht und die er mit installiert, hat regina hübner drei problembereiche isoliert:

* die psychische präsenzzeit

* temps / durée und

* den zusammenhang mit der entropie in geschlossenen systemen.

 

dazu kommt noch die konfrontation zweier zeitlicher ebenen, wenn die ikonografische vermittlung mit hilfe des avancierten mediums video in ein historisches ambiente verlegt wird.

 

der überdimensionale weisse tropfen der muttermilch beansprucht das ikonografische monopol. er löst sich langsam, formiert sich und bildet beim auftreffen auf die imaginäre grundfläche eine pfütze, dann einen sich ausweitenden see.

die video - projektion des tropfens erfolgt auf einen transluziden quader, dessen innenraum noch durch semitransparente vertikale strukturiert wird. sie konterkarieren eine ausschliessliche fixierung des bildes an die mantelflächen und erzeugen einen virtuellen farbraum im inneren.

 

der vorgang des tropfens erfolgt in präsenzzeitlicher dimension, wird im video aber stark gedehnt. präsenzzeit ist relative zeit und abhängig von dem jeweils kleinstmöglichen einheitlichen wahrnehmungsinhalt, also dem tropfen. was realiter in der normzeit ein fast punktförmiges ereignis ist, das tropfen, wird in der dehnung zum prozess, in dem sich plastische qualitäten der formierung des tropfens und seiner transformation in den see manifestieren.

in einer zeitlichen 1:1 wiedergabe des tropfens agiert dieser als ein element, das die zeit zerhackt, wie das pendel. damit legt er einen jetzt - punkt in einer relation von vorher und nachher fest, die in dieser installation mit dem räumlichen oben und unten korrespondieren. in der zeitlupe des tropfens wird das jetzt zur dauer.

regina hübner arbeitet mit einem zeitbegriff des gedehnten jetzt, der geradezu eine contradictio in adjecto enthält. das tropfen strukturiert die zeit, macht ihre abschnitte zählbar und sie messbar. wenn das tropfen selbst als vorgang in der zeit begriffen wird und nicht als schnitt, ist es zu seiner eigenen strukturierung nicht in der lage. diese wird hier von den phasen der formveränderung übernommen.

 

sobald der tropfen in den see übergeht, springt der akzent um von der atomisierung der zeit auf die ausbreitung als raumzeitlichen vorgang. zeit wird nicht mehr zerhackt, zeit fliesst. diese dichotomie spiegelt sich auch im umschwung von temps zu durée wider.

der prozess des fliessens ist gerichtet und endlich. das ende ist definiert durch das erreichen der ausweitung des sees bis zur maximalen projektionsbreite im lichtraum des quaders.

an diesem zeitpunkt ändert sicht die richtung des vorganges bei gleicher geschwindigkeit: der see wird kleiner und die tropfen steigen nach oben anstatt zu fallen. wenn der see wieder die grösse null hat, verkehrt sich der vorgang abermals und das tropfen füllt wieder den see. ad infinitum, oder bis der projektor abgeschaltet wird. das ist der zynismus des mediums. die wiederkehr des gleichen, durch die nietzsche die ewigkeit definieren wollte, ist so durch einen simplen, kunstfremden akt der willkür zu ende.

 

der ägyptische uroboros war die schlange, die sich in den schwanz beisst. sie war das symbol für die zyklische zeit. dieses zeitmodell hat weitgehend die griechische antike bestimmt und ist im 2. jh. v. chr. durch das jüdische lineare zeitdenken abgelöst worden. da wurde der kreislauf aufgeschnitten und zu einer linie umgeformt, an deren spitze ein pfeil die zeitrichtung angibt und auf der sich ein gegenwartspunkt bewegt. damit war auch die nicht-umkehrbarkeit von zeit festgelegt.

 

regina hübners ironischer impetus basiert auf dem ostentativen rückbezug der verkehrung eines vorganges auf sein vermittlungsmedium video.

das bezugssystem wechselt von der philosophie der zeit auf die ebene der vermittlung. die transformation eines vorganges, z. b. des tropfens, von der physis in ein elektronisches medium bricht jenes geschlossene system auf, das eine der bedingungen für die entropie ist. damit fällt auch das prinzip der irreversibilität - allerdings nur auf der ebene der transformation mit den spezifischen medialen eigenheiten und kapazitäten. dennoch bleibt die zeit des abgebildeten vorganges gerichtet, der rohmaterial für die artifizielle umsetzung war. auch die zeit der wahrnehmung läuft ohne richtungsänderung weiter. die zeiten des ursprünglichen vorgangs, des physischen und unvermittelten tropfens, werden durch den wechsel des betrachtungszusammenhanges gesplittet.


arnulf rohsmann

regina hübner / zeit

 

tra i molteplici tempi, nei quali si manifesta una determinata circostanza, e che essa contribuisce ad installare, regina hübner ha isolato tre ambiti problematici:

- il tempo presente psichico

- temps / durée e

- la relazione con l’entropia nei sistemi chiusi.

 

a questi si aggiunge inoltre, se la trasposizione iconografica viene effettuata con l’aiuto di un medium avanzato come il video all’interno di un ambiente storico, anche il confronto tra due livelli temporali.

 

la goccia bianca iperdimensionale di latte materno reclama il monopolio iconografico. si stacca lentamente, prende corpo, formando all’impatto una pozzanghera sul fondo immaginario, poi, via via, un lago che si espande.

la videoproiezione della goccia ha luogo su un parallelepipedo traslucido, il cui spazio interno viene strutturato da verticali semitrasparenti. queste impediscono il fissarsi dell’immagine esclusivamente sulle superficie dell’involucro producendo all’interno uno spazio-colore virtuale.

 

 

il processo del gocciolare avviene in una dimensione temporale presente, ma nel video è fortemente dilatato. il tempo presente è un tempo relativo e dipende dal contenuto unitario minimo di percezione, cioè la goccia. ciò che in realtà è un avvenimento quasi puntiforme, il gocciolare, diventa, nella dilatazione, un processo in cui si manifestano qualità plastiche nella formazione della goccia e nella sua trasformazione in lago.

in una riproduzione temporale della goccia in scala 1:1, questa agisce come un elemento di scansione del tempo, come un pendolo. in tal modo stabilisce un punto adesso in relazione ad un prima e un dopo - che in questa installazione corrispondono con il sopra e il sotto dello spazio. nel rallentamento del gocciolare l’adesso diventa durata.

regina hübner lavora con un concetto temporale dell’adesso dilatato, che contiene quasi una contradictio in adjecto. il gocciolare struttura il tempo, rende le sue sezioni contabili e misurabili. se, però, si intende il gocciolare come un processo nel tempo e non come cesura, questo non è più in grado di autostrutturarsi. tale compito viene assunto qui dalle fasi del cambiamento di forma.

 

non appena la goccia si trasforma in lago, l’accento passa dalla atomizzazione del tempo alla sua propagazione come processo spazio-temporale. il tempo non viene più scandito, il tempo scorre. questa dicotomia si rispecchia anche nel capovolgimento da temps a durée.

il processo dello scorrere è direzionale e finito. la sua fine è determinata dal raggiungimento dell’estensione massima del lago coincidente con la massima ampiezza di proiezione nello spazio luminoso del parallelepipedo.

a questo punto il processo si inverte mantenendo costante la velocità: il lago diventa più piccolo e le gocce salgono all’insù invece di cadere. quando il lago avrà di nuovo la grandezza zero, il processo si invertirà ancora e la goccia riempirà di nuovo il lago. ad infinitum, oppure finché il proiettore non verrà spento. questo è il cinismo del medium. il ritorno dell’uguale con cui nietzsche voleva definire l’eternità ha fine, così, con un atto d’arbitrio banale, estraneo all’arte.

 

l'uroboros egizio era il serpente che si morde la coda. era il simbolo del tempo ciclico. questo modello temporale ha determinato in larga misura l’antichità greca ed è stato sostituito nel 2° secolo a. c. dal concetto di tempo lineare della cultura ebraica. il ciclo è stato reciso e rimodellato così in una linea alla cui estremità una freccia indica la direzione del tempo e lungo la quale si muove il punto del presente. in tal modo è stata determinata anche la non-reversibilità del tempo.

 

l'impeto ironico di regina hübner si basa sull’ostentato riferirsi dell’inversione di un processo al suo mezzo di comunicazione, il video.

il sistema di riferimento cambia dal piano filosofico del tempo a quello della comunicazione. la trasformazione di un processo, ad esempio quello del gocciolamento, dalla physis al medium elettronico rompe quel sistema chiuso, che è una delle condizioni dell’entropia. cade così anche il principio della irreversibilità – anche se solo sul piano della trasformazione dovuta alle specifiche capacità e peculiarità del medium. tuttavia il tempo del procedimento rappresentato, che costituiva la materia prima della trasposizione artificiale, resta lineare. anche il tempo della percezione continua a scorrere senza cambiare direzione. i tempi del processo originario, del gocciolare fisico e immediato, vengono frammentati dal mutare del contesto osservativo.